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Perchè la collaborazione tra C.P. Company e Alessi è perfetta

By 24 Aprile 2026Giugno 23rd, 2026No Comments

C.P. Company x Alessi: You Can Wear It, Or You Can Brew it.

INTRO

Durante ogni Milano Design Week ci si imbatte in decine di eventi che, anno dopo anno, sbocciano anche all’interno di contesti insospettabili, rimanendo un evento che si può affrontare in tre modi: evitare il caos scappando altrove, passeggiando senza una meta precisa facendosi guidare dalla sensazione del momento, oppure studiando con attenzione mappa e programma.

Di solito l’elemento più importante per un brand è esserci nonostante il come e il perché. Sono rare le occasioni nelle quali due marchi uniscono energia e storia al servizio di prodotti che hanno realmente qualcosa da raccontare. Occasioni prossime allo zero se i marchi sono leggendari come Alessi e C.P. Company.

Nell’allestimento brutalista post-industriale realizzato all’interno dello showroom di C.P Company, vengono accostati senza rischio di stonatura, i componenti che hanno reso celebri i due marchi e che hanno portato alla nascita di una linea di prodotti apparentemente distante, ma assolutamente sovrapponibile nella sua realizzazione. La celebre Overshirt – presente in uno dei primissimi prototipi originali dall’archivio di Massimo Osti – alla leggendaria caffettiera 9090 di Richard Sapper, al vassoio Arran di Enzo Mari, e alle tazzine di Jean Nouvel.

E tra le prove di tintura e gli esperimenti con la pressa si intuisce passo dopo passo come questa collaborazione sia diventata naturale, tanto da farmi dire “Ma certo, perché non ci hanno pensato prima”.

L’estetica tecnica, la pulizia delle forme e le finiture come la tinta in capo e la sabbiatura dell’acciaio sono i punti di contatto. E non sorprende trovare un artigiano di Alessi che all’esterno assembla una 9090 con una giacca di C.P.

Al centro della collaborazione c’è la fabbrica come spazio creativo, dove le idee vengono testate, perfezionate e modellate attraverso l’esperienza umana e i processi manuali. Sia gli oggetti sia i capi sono progettati per evolversi nel tempo, acquisendo carattere con l’uso. Il caffè come rito condiviso che innesca il processo creativo.

E come ciliegina sulla torta l’effetto acquisto emozionale perfettamente pensato, con uno spazio per bersi un caffè in tranquillità prima di passare allo shop. Perché – altro punto importante – molti dei prodotti visti durante la settimana del Salone non sempre sono disponibili nei vari flagship store o direttamente online. Qui invece ogni prodotto è lì ad attenderti fin da subito. Perché va bene il design, va bene la commistione di idee e le collaborazioni in perfetta armonia, ma stiamo sempre parlando di marketing proiettato alla vendita.

E va benissimo così.

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